Castello
di Frascarolo, di proprietà
della famiglia dei marchesi Medici di Marignano dal 1543, non
accessibile senza permesso specifico. Sorge in amena posizione al
centro dell’immenso parco sulle pendici del monte Monarco, domina
gli imbocchi della Valganna e della Valceresio e si raggiunge dal
paese, dal quale dista un chilometro, attraverso una comoda
carreggiabile con alcuni ampi tornanti. Le vicende storiche della
monumentale costruzione sono strettamente legate a quelle di Induno e
ne determinarono l’importanza nel corso dei secoli.
Interessanti e pregevoli decorazioni
abbelliscono tutte le sale del castello, dalle cui fine-stre la vista
spazia su uno stupendo giardino all’italiana, con terrazze e
fontane, dal quale si gode un incantevole panorama sulla pianura
lombarda. La deliziosa residenza ospitò nei secoli cenecoli di
artisti e di eminenti personalità ecclesiastiche e laiche che qui
trovavano una serena oasi di vita intellettuale e culturale. Qui visse
Margherita De Medici, sorella di Pio IX e madre di San Carlo Borromeo,
che, giovinetto, maturò forse qui la sua vocazione. Nel 1837 fu
ospite Gaetano Donizetti, che dalla dolcezza dei luoghi trasse
ispirazione per varie melodie e, poco dopo, lo scrittore Gian Battista
Bazzoni, che per il racconto storico "il falco della rupe",
attinse alla storia delle imprese del "Medeghino" il
condottiero Gian Giacomo Medici.
La Chiesa parrocchiale di San
Giovanni Battista vanta, nell’altare
di destra dedicato alla Vergine, una bella serie di 15 tondi ad olio
su rame di scuola del Morazzone, raffigurante i "Misteri del
Rosario" che, abbastanza simili a quelli conservati nella
basilica di San Vittore a Varese, si accostano anche ai disegni
preparatori realizzati dal Morazzone, che si trovano agli Uffizi di
Firenze.
Una visita merita anche il Santuario
della Madonna di San Bernardino, posto sul colle alle spalle del
nucleo antico del paese e sul cui piazzale antistante vi era moderna
"Via Crucis".
Il
santuario dedicato alla Madonna di San Bernardino sorge sui resti di
una piccola cap-pella citata in alcuni documenti della prima metà del
XVI secolo.
L’edificio si trova esattamente a
metà strada tra la chiesa di San Pietro in Silvis e quella di San
Salvatore (oggi distrutta).
Nel 1700 la devozione alla Madonna di
San Bernardino diventò così importante da far decidere agli Indunesi
di allargare la chiesa e abbellirla con pregevoli decorazioni : fu
così che l’ antica piccola cappella divenne una chiesa molto ampia,
a pianta centrale, molto equilibrata nelle proporzioni.
Sulla parete di fondo dell’ altare
maggiore si può notare l’ immagine della Madonna di San Bernardino:
si tratta di un affresco del 1500, racchiuso in una possente cornice
di marmo. Purtroppo vari restauri, di cui l’ultimo risalente al 1954
, hanno trasformato il dipinto can-cellandone le sembianze originali.
Anche gli altri dipinti presenti
nella chiesa hanno subito pesanti interventi non sempre opportuni.
All’esterno, nello spazio
antistante la chiesa, circondato da 14 edicole con la Via Crucis, ogni
anno si svolge la festa del Santuario, durante la quale gli Indunesi
portano le offerte che poi vengono vendute durante il cosidetto
"incanto dei canestri". Questa festa ha origini antichissime
quando la popolazione Indunese era esclusivamente contadina e aveva
l'usanza di invocare la intercessione della Madonna di San Bernardino
per ottenere un buon raccolto e allontanare le calamità naturali.
Un’altra Chiesa dedicata a Santa
Caterina, è posta al culmine di una pittoresca scalinata poco
distante dal "centro storico" del paese,
La
Chiesa di San Pietro, detta
"in silvis" risalente al XI secolo, sorge in collina nell’omonimo
rione, lungo la prima strada di collegamento fra i borghi della
Valceresio. Isolata dai primi nuclei abitati con a fianco forse la
prima area cimiteriale, della quale sono state trovate tracce, fu muta
testimone delle vicissitudini degli indunesi, che per secoli qui
vennero a pregare, a esternare la loro gioia nei momenti felici, a
chiedere aiuto in quelli difficili ed a comporre pietosamente i morti.
E’ uno dei più antichi edifici di culto della Valceresio.
La chiesa,che risale al XII secolo,è
stata costruita su un edifico precedente in una zona lontana dal
paese, accanto all’antica strada che portava a Varese.
San Pietro in silvis ha svolto la
funzione di parrocchiale fino al 1574. L’edificio attuale conserva
molte caratteristiche dello stile romanico arricchito tuttavia da
alcune aggiunte posteriori ; si notano i resti di un grande affresco
che rappresenta la Vergine con Gesù e San Rocco.
All’interno, i recenti restauri
hanno recuperato molti affreschi eseguiti in diverse epoche ( i più
antichi risalgono al 1200 ).
Uno dei dipinti più belli è quello
che si trova nell’abside e raffigura la Crocifissione.
«Per le notizie
della parte storica e artistica ci si è avvalsi del CD "Induno
Tour" realizzato nell'Anno Scolastico 1999/2000 dalla classe II B
degli alunni della Scuola Media "Bruno Passerini" di Induno
Olona.»
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